domenica 3 dicembre 2006

Il coyote muschiato tripede

...e così si diressero verso il bancone del saloon. Regolare i conti. Roger e John si misero a parlare col barista, cercando di rimorchiarlo. Era una diciannovenne piuttosto carina, ma con una dentatura bizzarra. Le sue arcate dentali infatti non si sovrapponevano, ma rimanevano serrate allo stesso livello come una tagliola per orsi. Inoltre indossava una parrucca da uomo e dei grossi baffi finti.
Danny Caciotta era rimasto vicino al tavolo, con Frankie e Claire che pomiciavano in preda a tempeste ormonali. Danny frugava nervosamente le tasche del suo lungo cappotto impolverato, cercando quei 20 dollari che sarebbero dovuti essere nelle tasche dei pantaloni. E che non c'erano. Di nuovo. Danny aveva appena perso altri 20 dollari. Gli ultimi 20 dollari che gli erano rimasti, gli unici con cui avrebbe potuto comprare i quindici grammi di materia gialla di cui aveva bisogno. Il movimento ondeggiante delle lingue dei due piccioncini scandiva i pensieri di Danny, che si malediceva per i soldi persi - slap - persi - slap - persi.
In quel momento passava un vecchio violinista di fronte alla strada, con la barba bianca e pochi capelli. Suonava un folk al grido di y-haaa! e balzava per la strada a gambe larghe. Danny uscì fuori per cercare il suo biglietto, e si dimenticò completamente dei suoi compagni di viaggio. Il vecchio gli si avvicinò dicendo "ehi tu, portami da bere".
Danny lo guardò con aria perplessa, piegando un po' la testa, come fanno quei cani a cui cerchi di spiegare che il bastoncino lo devono andare a riprendere, non solo seguire con lo sguardo.
Il vecchio, innervosito, gli lanciò il violino addosso. Danny lo schivò con un movimento goffo, flettendo di lato le ginocchia. Lo raccolse e si avvicino al vecchio.
- "Sorridi per favore".
Il vecchio non capì, e lo guardò con aria interrogativa. Danny distrusse il violino contro il volto dell'uomo, che cadde a terra, gemendo rigagnoli di sangue.
Danny non era un duro, non lo era mai stato, ma ci aveva sempre tentato. Era un individuo di altezza media, con una fronte spaziosa e un'aria tutt'altro che curata. Aveva passato da un po' i quarant'anni, e la crisi di mezza età si faceva sentire. Era stato un mandriano, ma aveva lasciato le vacche quando il suo amico e socio morì incornato da un toro, qualche anno prima. Ora era uno spacciatore di materia gialla. Un piccolo spacciatore. Un piccolo.
Continuò per la sua strada, e si dirigeva verso la stazione. Verso quell'ora sarebbe passato il treno per San Diego, e Danny pensava di salirci. Non sapeva perchè, ma era una buona idea. I suoi passi erano lenti, e la sua schiena ricurva in avanti. L'umidità della notte si infilava nel bavero del suo cappotto. I suoi stivali erano freddi, e le sue dita
- "Ciao Caciotta..." - Una voce femminile interruppe i suoi pensieri.
- "Chi..." - fece Danny voltandosi. Una figura gigantesca si stagliava davanti a lui. Era Madre Jane, la madre superiora del convento di San Antonio. "Cazzo", pensò Danny.
- "Ti ho sempre detto che si pensa a bocca chiusa, piccolo Danny".
Caciotta cominciò a correre verso l'angolo legnoso della casa lì vicino. "Mangia la strada, Danny" pensava lui, "e non tornare indietro mai più".
Andò a sbattere con forza contro qualcosa, che lo proiettò all'indietro, facendolo cadere. Quando alzò gli occhi vide Jane di fronte a lui. I suoi occhi erano piccoli, la sua fronte alta, le sue mani enormi. La sua tunica nera, sotto la luce della luna, la faceva sembrare una montagna.
- "Perchè scappi, maledetto?"
Danny afferrò la sua rivoltella mentre si rialzava in piedi, e la puntò verso di lei.
- "Togliti, feccia. Ho un buco in testa, quì - disse agitando la pistola - e non vedo l'ora di regalartelo.
- "Piccola peste!" Sibilò lei.
Danny premette il grilletto. Purtroppo però l'effetto non fù quello sperato. Danny era un tipo trasandato, e così lo era la sua arma. Non ricordava l'ultima volta che la pulì. Però avrebbe ricordato questa volta. La pistola gli esplose in mano, spappolandola quasi per intero.
Jane si avvento su Danny, che urlava di dolore. Lo afferrò alla testa e lo scaraventò contro la parete della casa. Danny disperava il suo moncherino, mentre la madre superiora gli sferrava un calcio alla testa, fracassando il suo cranio.

Successivamente si scoprì che i 20 dollari erano nei pantaloni che aveva lasciato a casa.


Tutti i personaggi e gli avvenimeti possono essere inventati o no.

2 commenti:

bibi ha detto...

ahuahuahua chi è madre jane? seraffo?

Quintin ha detto...

no, però Roger e John sono Zanzo e Zell :) e anche gli altri 2 esistono davvero
Jane è un ibrido caricaturale semi apersonale

minchia buono quel cannone