venerdì 10 novembre 2006

Grosso Guaio per gli Sposi #2

Ed era proprio per il matrimonio che Renzo era da Mr. Rodrigo, in città, qualche centinaia di chilometri a nord-est del paese.
La villa di Mr. Rodrigo, "Rodeo" per i confidenti, si trovava abbarbicata sulla collina che dominava la città. Aveva un aspetto piuttosto sfarzoso, con grandi lucerne lungo il viale che circondava la casa e una piscina riscaldata dotata di trampolino.
I due si trovavano dentro, in quel momento. Erano appena tornati dall'ippodromo, e stavano concludendo l'affare della limousine.
- Figlio mio - disse Mr. Rodrigo - io capisco che ora che i tuoi cavalli hanno vinto tu voglia ritirare la prenotazione per la limousine, ma ormai i miei ragazzi sono già a lavoro. Forse sono già di ritorno. Io dove me la metto una limo rubata? Gli sbirri, o qualcuno di quei maledettissimi Petrucci, e tu sai che non mi piacciono, mi hanno bruciato anche l'ultimo capannone...
- Scusate Rodeo, ma non è affar mio. Ciò non mi compete, non abbiatene a male.
- Figlio mio porta pazienza, dammi retta, - disse Mr. Rodrigo alzandosi in piedi e avvicinandosi a Renzo, con un tono di voce tranquillo ma molto deciso - non te lo sto chiedendo.
Renzo puntò le mani ai braccioli della sedia sulla quale stava, e fece per alzarsi. Rodeo lo fermò calcandogli la mano sulla spalla.
- Aspetta figliolo, non ho finito. Tu ora paghi per la limousine, lo sai. Io ti voglio bene, ma se io mi comporto bene con te, tu devi farlo con me. La tua pizzeria lavora e i tuoi cavalli possono andare a fare le corse grazie a me. E hanno vinto, grazie a me. Io do protezione a te e alla tua famiglia, e ti sono vicino in momenti importanti per te come questo. Ma se tu mi costringi, Renzo, io potrei arrabbiarmi. E a me non piace arrabbiarmi, lo sai.
Renzo tornò a sedersi sulla sedia.
Mr. Rodrigo era un uomo di corporatura piuttosto robusta, sulla cinquantina. Capelli allisciati e pettinati accuratamente all'indietro. Aveva un ciuffo brizzolato che spiccava tra i capelli neri e si poggiava sulla fronte, e questo gli conferiva un certo fascino senile. I suoi baffi, anch'essi neri e molto curati, erano piuttosto fini, e sulle punte portavano un'appena accennata curvatura all'insù. Il suo vestito bianco era segnato da un garofano rosso infilato nell'asola del taschino della sua giacca. Il suo modo di fare era quello di chi sa di avere tutte le carte in mano. Ed in effetti era così, perchè in quella zona era lui ad avere il potere anche se la famiglia antagonista, i Petrucci, stavano aquisendo una fetta sempre più grossa della città. Ma non si preoccupava più di tanto dei suoi nemici.
Aveva tenuto in mano una città intera quando stava in Spagna. Se ne dovette andare quando divorziò con l'allora moglie, figlia del grande boss Edmundo Del Toro. O meglio dovette scappare, perchè sulla sua testa pendeva una taglia di ventimila pesos. "20.000 pesos, Vivo o muerto" diceva il manifesto. Ma in quel periodo, per sua fortuna, cominciava la grande espansione spagnola, e lui potè mimetizzarsi tra i tanti avventurieri. Ora si era rifatto un piccolo impero, e lui era uno che al suo lavoro ci teneva.
- Ma vi ho già dato una parte della vincita, non vi basta qu...
- Muuto! - lo interruppe Rodrigo, con il suo marcato accento siciliano - Non devi aggiungere niente, hai capito? Fai come dico io qquì.
Renzo aveva già dato il 70% della vincita a Mr. Rodrigo, che non aveva stentato neanche un attimo a richedere la sua parte.
- Se non ti prendi la limo e paghi, il matrimonio te lo scordi, piccioncino. Hai capito?
Renzo scattò in piedi.
- Io mi sposo eccome, vecchio!
E proprio mentre Renzo terminava di pronunciare l'ultima parola, Mr. Rodrigo gli tirò un dritto in pieno volto. Renzò volò all'indietro, sbattendo la testa contro la finestra.
- Non scherzare, figlio mio. Annuzza! Vieni, portami il fucile, a papà!
Anna era la figlia, una fanciulla alla quale il padre era fortemente attaccato. "Il mio diamante più bello" diceva lui.
Udendo quella favella il giovane Renzo sgranò gli occhi e rimase come paralizzato.
Proprio in quel momento entrava Anna con il fucile.
- Tieni papi, fagli saltare le cervella a questo pezzente.
- Si tesoro, ora torna giù da Zia Annunziata - disse Mr. Rodrigo prendendo il fucile in mano - che a questo ci penso io.
Renzo era immobile col naso che colava sangue.
- Porca zozza! - pensò.

2 commenti:

bibi ha detto...

oh il padrino!!!! piu copionee.. ahua almeno l'ho letto :°D ce anche annuzza!!! ahahah annuzza e santa barbara!!!

Quintin ha detto...

Il Padrino? e cos'è? non l'ho mai visto...
Cmq voi 2 piccole stolte non siete state citate volutamente