venerdì 8 giugno 2007

Romeo, ti presento Giulietta #2

Verona, data stellare 47/48-08A, sera inoltrata.

- ...allora gli ho dato lo strappo finale e gli ho lussato una spalla, a quel coglione!
Tutti ridevano a tavola quella sera a cena, mentre Ennio Capuleti raccontava della vicenda avvenuta nel pomeriggio.
- Oh! Qual birbante, codesto mio sposo - aggiungeva divertita Pina, la moglie di Elvis.
- Già, e quando gli hai dato la raffica destro-sinistro allo stomaco del grassone? - ricordò Luigi Maccioni, il fratello di Pina.
- Quel maiale l'ho spaccato, porca troia!
Elvis era un "tipo tosto", come lo definivano gli amici. Era un ex motociclista sbandato, di quelli che vestivano il giubbotto in pelle con il teschio cucito dietro e la bandana e lunghi capelli scuri. Ora portava invece i capelli corti con un grande ciuffo sul davanti e dei grossi baffi. Aveva cambiato le sue abitudini una volta sposato, ma rimase comunque un rissoso testacalda.
Dopo cena venne sparecchiato il tavolo e preparato per il poker. In casa Capuleti il poker del dopo cena era diventato una sorta di rito che si praticava da più di vent'anni.
- Piatto piange! - Disse Giulietta, la figlia tredicenne di Ennio.
In quel momento suonò il campanello.
- E chi cazzo è ora? - Disse Luigi visibilmente spazientito.
- Non lo so, vai ad aprire, Pina - ordinò Elvis rivolgendosi alla moglie, che si alzò e si diresse alla porta.
- E' Paride! - urlò dall'ingresso.
- Fallo entrare.
Paride entrò in sala da pranzo e salutò cordialmente i convittevoli.
- Cosa vuoi? - gli chiese Luigi.
- Sono venuto per chiedere la mano di Giu... - E mentre Paride proferiva queste parole Luigi si alzò di scatto, afferrò il braccio del giovane e, torcendolo con una mano, gli schiaffò la faccia sul tavolo immobilizzandola con l'altra.
- Cosa vuoi? - ripetè Luigi, sbattendo il volto di Paride sul legno.
- La mano di Giu...
- Cosa?! - gli urlo vicino l'uomo - Sai quanti anni ha Giulietta? Tredici! Chi ti credi di essere? Un vescovo, forse?
- I vescovi non si possono sposare... - ribattè timidamente Paride.
- Anche tu hai ragione - disse Luigi lasciando la presa.
- Comunque io non dicevo Giulietta, ma Giuseppe.
Elvis rimase allibbito dall'affermazione di Paride. Giuseppe era infatti il suo taciturno figlio diciottenne, che stava seduto dall'altra parte del tavolo con l'aria di chi deve. Elvis si alzò quindi in piedi e si avvicinò all'ospite.
- Aspetta un secondo - disse il capofamiglia, sorridendo.
Si allontanò dirigendosi verso le stanze da letto. Nella sala da pranzo, ormai sala da poker, scese un terrificante silenzio. Luigi stava immobile dietro le spalle del giovane Paride, che aveva ogni muscolo teso all'estremo, mentre Giuseppe si mangiava le unghie col capo chino.
Ennio riapparve in cucina con un machete in mano.
- Destra o sinistra? - domandò rivolto a Paride.

To be eccetera eccetera

3 commenti:

Bibi ha detto...

uhauaau stuntman elvis!!!

giuuuuuuuuuuseppeeeeeeee

ettore ha detto...

...uuhmmm... ..eehhmmmm..mumble mumble...mmhh ... -centro?!??!-

hhhuuuatà!......sbdrshhhhhhh....in piena fronte!!!

Giuy ha detto...

giu...seppeeee O_o arg!